was successfully added to your cart.

I coloranti naturali sono sempre stati utilizzati nel settore tessile e sono ancora in uso in alcuni paesi del mondo. Così la crescente attenzione alla sostenibilità e al desiderio di soluzioni atossiche e body-friendly si traducono in una gamma di tinture verdi fai-da-te, facilmente reperibili online. Un team di ricercatori cinesi si è specializzato nelle tinture a base di frutta con un nuovo processo di produzione applicato su larga scala.

UN TREND EMERGENTE
L’unica linea di abbigliamento con tintura naturale già disponibile al grande pubblico è la capsule collection Clean Color del marchio Patagonia: T-Shirt, felpe, pantaloni, shorts e giubbotti tutti tinti naturalmente con l’indaco per i blu, con la cocciniglia per i rossi, con la melagrana per i gialli e i marroni, e con gli escrementi di baco da seta cinese per i verdi.
Ovviamente le tinture naturali sono molto meno resistenti a quelle chimiche, ma sono anche molto più ecologiche e donano agli abiti uno straordinario effetto vivo in quanto il colore, con i lavaggi, cambia nel tempo creando nuove possibilità di look.

TINTURA DA BERE
Nella città cinese di Foshan, nella provincia del Guangdong, Chi-Bin He, CEO della piccola azienda Lingyu Clothing Co., LTD, ha sviluppato con successo Fruit Dye.
Sono stati necessari otto anni di ricerche ed esperimenti su vari tipi di frutta prima di ottenere i risultati desiderati e iniziare a proporre i prodotti sul mercato.
La nuova tecnologia ridefinisce i confini del tessile ecologico e apre la strada a un ampio ventaglio di applicazioni. Ora è possibile produrre tessuti tinti solo con puro succo di frutta, senza aggiunta di sostanze chimiche.
Ecologici e piacevoli all’indosso, i tessuti tinti con coloranti a base di frutta sono particolarmente adatti per il baby/childrenswear, l’intimo, il leisurewear, ma anche per la biancheria da letto e, in sostanza, per tutti i tessuti destinati ad entrare in contatto diretto con il corpo.

IL RISPARMIO IDRICO
La tintura chimica richiede ancora molta acqua e, il più delle volte, produce una grande quantità di scarti.
“Per colorare 1 kg di tessuto con la tintura chimica tradizionale servono da 50 a 150 litri d’acqua cioè decine di milione di tonnellate ogni anno…La tintura a base di frutta richiede solo 1,5 litri di acqua circa, permettendo così un notevole risparmio a vantaggio delle risorse idriche del pianeta” osserva il produttore.

FIBRE E COLORI
Ovviamente, solo le fibre naturali possono essere tinte con la frutta: puro cotone, seta naturale, canapa, bambù, mais e fibre cellulosiche come il Tencel e il Modal.
Ad oggi sono stati sviluppati con successo più di dieci colori. Al momento i colori si ricavano da mele, banane, pitaya, arance, carambole, mangostani, longan, limoni, pompelmi, frutti di bosco, noci di cocco e sapotiglie ma, giocando su varie combinazioni, si possono creare diverse sfumature più chiare o più scure.

VERSO UN FUTURO PULITO
Ad oggi non possiamo ancora risolvere definitivamente il problema dell’inquinamento da coloranti chimici ma, promuovendo con forza le tinture alla frutta, in primis nei settori dell’underwear e del tessile per la casa, possiamo sradicarlo almeno in parte, apportando così un grande contributo in chiave ecologica.

[Fonte: Linea Intima Sfilate – Novembre 2017]